Durata totale dell’escursione: 5:00 hr
Tempo effettivo: 3:20 hr
Lunghezza: 14,2 km
Punto di ristoro: Azienda Agricola Biologica Ponte Sopra (Bobbio)
www.pontesopra.it +39 340 5578162
Punti d’acqua e fontane: Cerignale, Santa Maria
Dislivello complessivo: 460 m

Mulattiera nei prati scendendo verso Bobbio
Il percorso ha inizio dal Castello Malaspina – Dal Verme e si sviluppa lungo la valle del Torrente Bobbio, che si percorre per circa 4 km, lungo una facile mulattiera. Il torrente ci accompagna per questa prima parte del percorso, con alcuni piccoli affluenti secondari, che offrono la possibilità di qualche semplice guado. Si tratta della vecchia strada che collegava Bobbio a Ceci, sino al passo delle Scaparina, già segnata sulla Gran Carta degli Stati Sardi in terraferma, del 1852.
Si trattava dell’antica via di collegamento con l’attuale provincia di Pavia e presumibilmente già adottata nel periodo medioevale dai monaci colombiani, che poteva offrire altresì la possibilità di raggiungere la vetta del Monte Penice e il suo Santuario. Lungo la valle del torrente si possono ammirare il bellissimo opificio dell’Erbagrassa, recentemente ristrutturato benché privo di mulino e da lì a poco il mulino dell’Omfort. La Via dei Mulini (VM) ci porta verso Zanacchi, da qui sino a Santa Maria, altro presidio colombiano. Qui ci si ricollega alla Via degli Abati, che percorriamo in discesa verso Bobbio.
L’itinerario ha inizio dal Castello di Bobbio, che fa parte dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Nel 1360 Galeazzo Visconti dona il castello a Isabella di Francia, sposa del figlio Gian Galeazzo. Si dovrà attendere il 1436 per assistere al passaggio del castello ai conti Dal Verme. La trasformazione dell’antico austero maniero in elegante dimora, che le fonti datano al 1545, si deve a Gian Maria Dal Verme.

Il Castello di Bobbio
Ai piedi del Castello, si prende via Bedo, toponimo che ricorda la canalizzazione derivata più a monte, lungo la valle del Torrente Bobbio, che alimentava tutti i mulini del borgo e consentiva l’irrigazione degli orti cittadini, compresi quelli dell’Abbazia, già in epoca antica. I primi riferimenti storici del Bedo si trovano negli Statuti della Città di Bobbio del 1398. Seguiamo le indicazioni VM (Via dei Mulini). Raggiunta la C.na Campi (15 min) lungo il Bedo, si svolta a destra in salita per immettersi lungo un tratto di mulattiera attraverso vigneti (molto interessante in periodo di vendemmia!). Raggiunta la strada asfaltata svoltiamo a sinistra e raggiungiamo C.na Cerignale (20 min) dove troviamo una fontana per un primo rifornimento acqua.

Cascate e piccole pozze d’acqua sul Rio d’Assalto.
La mulattiera piega verso il fondo valle del Torrente Bobbio; si supera con un guado il Rio d’Assalto e la strada con una salita impegnativa, ci porta a Cà Bassa (20 min). Da qui la mulattiera si fa più pianeggiante, per portarci al Mulino dell’Erbagrassa (15 min) uno degli opifici più importanti e storici sul Torrente Bobbio. Il complesso di case attorno al mulino (purtroppo mancante di ruota) recentemente ristrutturato, ha portato alla luce una piccolissima realtà contadina e rurale, come poche nell’intera Val Trebbia.

Il Mulino dell’Erbagrassa
Superiamo il Mulino dell’Erbagrassa e lungo strada proseguiamo (ignorando i simboli VM sulla destra) sino al complesso rurale del Mulino dell’Omfort (5 min) anche questo sul greto del Torrente Bobbio. Il complesso di case e mulino (in questo caso con ruota originale) offre un ulteriore scorcio della vita in questo luoghi sino ai primi del ‘900. La particolarità sta nel fatto che la ruota del mulino è perpendicolare all’asta del Torrente Bobbio. L’acqua veniva convogliata attraverso una piccola canalizzazione scavata in terra e ancora visibile a monte del mulino, sopra la prima briglia, scaricata con una paratia sulla ruota del mulino e probabilmente utilizzata anche per l’irrigazione dei campi circostanti.

Il Mulino dell’Omfort
Questi prati, in prossimità del torrente, ci offrono la possibilità di una sosta, di un picnic o magari di un bagno refrigerante nelle acque del torrente. La strada che prosegue lungo il torrente è l’antica strada per Ceci, che nel tempo ha subito molti danni e trasformazioni a causa di diverse frane. La più importante e recente, ha sepolto altri tre mulini, posti lungo il Torrente Bobbio. Questa strada portava dopo Ceci al Passo della Scaparina e quindi verso la Pianura Padana. Studi storici la considerano come una possibile via alternativa alla Via degli Abati posta poco più a nord.
Dal Mulino dell’Omfort, ritorniamo indietro svoltando a sinistra lungo mulattiera in salita. Poco prima delle case di Omfort, si svolta a destra per raggiungere Gorelle (15 min) una cascina disabitata, con alcuni piccoli ricoveri lungo la mulattiera, che probabilmente erano utilizzati per il cambio dei muli e degli asini per il trasporto dei viveri e dei materiali. Da Gorelle la mulattiera si fa pianeggiante e costeggiando antichi muretti a secco, si raggiunge Zanacchi (30 min). La fontana del paese segnala acqua non potabile. Proseguiamo a sinistra lungo strada e appena prima del ponte sul torrente, prendiamo il sentiero a sinistra, sino a Bronzini. Si attraversa la strada consortile per Ceci e si prosegue, seguendo il doppio bollo giallo, sino a Santa Maria (45 min). In paese, superata la chiesa con un piccolo campanile pendente, troviamo una fontana per il pieno borraccia, oppure potete scegliere di fare una sosta in Locanda (rif. itinerario 6).

Coltivazioni a grano sopra Zanacchi
Si prosegue lungo strada asfaltata verso Bobbio. Superato il bivio per Gorra si prosegue sempre in discesa e giunti all’impluvio del Rio d’Assalto, si svolta a sinistra in salita per giungere a Barostro (15 min). Si svolta a destra e si segue la strada sino ad incrociare la SS 412 per il Passo Penice. Si svolta a destra e subito a sinistra proseguendo per la C.na Cogno e da qui sino a Spedaletto (15 min). L’architettura dei fabbricati, ampiamente diroccati, fa presupporre la presenza di un antico nosocomio. Manteniamo la mulattiera che lambisce sulla sinistra il gruppo dei fabbricati e superiamo da lì a poco il Torrente Dorbida nei pressi della sua area sorgente, posta poco più a monte. La mulattiera piega a destra e scende per i campi sottostanti, congiungendosi nei pressi di una stalla (da tenere come riferimento mentre si cammina lungo i prati) alla strada asfaltata; svoltiamo a destra e raggiungiamo la Valle (40 min). Giunti alla Valle si svolta a sinistra lungo la SS 412, in discesa verso Bobbio. Percorsi circa 200 m, troviamo sulla sinistra la mulattiera indicata dai simboli della Via degli Abati (Strada di Squera). Si prende la mulattiera e lungo il percorso è possibile fare una sosta con ristoro a Ponte Sopra (30 min). Si prosegue in discesa, ritornando a Bobbio e al Castello Malaspina (20 min).

Compagni di viaggio alle Sermase innevate